“Pop!”… Si stappa il Novello

Con due settimane d’anticipo rispetto al concorrente ‘Beaujolais Nouveau’ francese, in enoteca è arrivato il nostro ‘Vino Novello’: oltre otto milioni di bottiglie, per un fatturato che la Coldiretti stima intorno ai 40 milioni di euro.

Stabili i prezzi: la media è cinque euro a bottiglia, in vendita in negozi, ristoranti, wine bar, enoteche e vinerie per essere consumate entro i prossimi sei mesi in modo che il vino mantenga inalterate le sue caratteristiche.

Secondo la Coldiretti, la produzione di vino Novello, più contenuta rispetto allo scorso anno, coinvolge oltre 200 produttori, in particolare del Veneto e del Trentino, che insieme coprono la metà della produzione nazionale. Seguono Toscana, Sardegna, Emilia Romagna e Puglia. 

La produzione italiana è caratterizzata sopratutto da novelli monovitigno con l’utilizzazione di un’ampia gamma di vitigni autoctoni (Teroldego, Ciliegiolo, Nero d’Avola, ecc.) anche se quelli più utilizzati sono nell’ordine Merlot, Sangiovese, Cabernet, Montepulciano e Barbera.

Leggero, con bassa gradazione (11 gradi) e bouquet aromatico, il novello piace ai più giovani. Ottimo l’abbinamento con i prodotti autunnali, dalle caldarroste ai salumi, dalle verdure in pinzimonio ai formaggi piccanti a pasta molle. Da degustare a casa o in pizzerie, enoteche, winebar, ristoranti e piazze dove sono numerose le sagre e le feste paesane dedicate a questo vino.

Il “vino da bere giovane” è nato negli anni ‘50 in Francia nella regione Beaujolais e le sue caratteristiche sono determinate dal metodo di vinificazione utilizzato che è stato messo a punto dal ricercatore francese Flanzy ed è fondato sulla macerazione carbonica.

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